Descrizione
L’intera comunità di Primiero potrà presto riappropriarsi di un gioiello della storia e della cultura locale. Un complesso intervento di ristrutturazione atteso da tempo – curato nella realizzazione dall’architetto Vittorio Cerqueni, in sinergia con gli uffici comunali - sta per giungere a conclusione nei prossimi mesi. L’importante finanziamento nazionale da un milione di euro (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 - Piano Stralcio "Cultura e Turismo") era stato ottenuto grazie ad un concorso pubblico, denominato “Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”, con la partecipazione attiva dell’intera comunità locale, che aveva sollecitato il restauro. L’importo dell’intervento da decreto di assegnazione è di euro 1.004.657,54.
I tempi. “I tempi di esecuzione ora come ora – spiega l’architetto Cerqueni - saranno dettati dai ritrovamenti in sito. La fine lavori era prevista per giugno 2024, ma in base alla precaria situazione statica da risanare e per i continui ritrovamenti di affreschi, scritte e testimonianze storiche, di vari periodi, la data di fine lavori deve dilatarsi necessariamente”.
Lo storico edificio. Si trova nel borgo storico di Pieve, nel Comune di Primiero San Martino di Castrozza, vicino al centro di Fiera di Primiero ed in particolare nel comparto edilizio del nucleo della “Pieve”, caratterizzato dalla presenza di rilevanti architetture storiche, quali la chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta, il Palazzo delle Miniere (XV sec.), la chiesetta di San Martino, la casa “ex canonica”, ma non solo. In questo contesto trova collocazione questa ‘casa padronale’, quasi a compendio e suggello tra potere politico, potere religioso, società civile e non solamente, come aspetto monumentale. Al momento attuale non esiste la possibilità di una datazione certa. In base all’estimo di Transacqua del secolo XVI sembra che la proprietà possa essere ricondotta a: “Francesco Biatello cognominato Cucho a carta 59 verso dell'Estimo di Transacqua, mentre per l’Estimo di Pieve anno 1753 (da archivio privato) risulta: “Il Clmo: Sig: Dr: Giorgio Amando Piazza: possiede una Casa con Camino in Villa di Pieve = Segnata N°:12: di pertiche il suo suolo N°91 - - - che à tutte le parti confina con Strade”.
La famiglia Piazza. Da dove proveniva la famiglia Piazza? Secondo alcune ricerche storiche locali, il nucleo giunge a Primiero nel 1619 con Benedetto Piazza da Pergine, la sua mansione è quella di agente del Priorato di San Martino di Castrozza. Da Benedetto da Pergine e Caterina Fattor dal Borgo nasce Giovanni Donato Benedetto (1626-1651) che sarà dottore in legge e notaio e proseguirà il ramo di Fiera della Famiglia Piazza. Giuseppe Benedetto (1700-1771), dottore e sacerdote, conduce una scuola privata a Pieve, mentre Giorgio Martino Gaetano (1738-1817) conduce una scuola privata a Pieve“.
La proprietà attuale. Fino all’anno 2005, l’edificio è stato adibito a “casa privata di civile abitazione” parzialmente usufruita, successivamente acquistato dal Comune di Transacqua in considerazione del suo valore storico-artistico. Nel 2010 il Comune di Transacqua ha concesso l’edificio alla Comunità di Primiero ai fini di destinarlo a sede del Portale della Storia e della Memoria a Primiero, che successivamente lo ha riconsegnato al Comune di Transacqua. Con l'unificazione di quattro Comuni, la proprietà è passata ora al nuovo Comune di Primiero San Martino di Castrozza.
Il restauro. È iniziato con l’esecuzione di opere di sottofondazione di tutto il perimetro e del setto murario interno. A seguito dello scoprimento dei solai (con rimozione di rivestimenti lignei, materiale lapideo di riempimento, massetti, assito), è venuta alla luce la situazione precaria di molti elementi che induceva ad un rapido intervento di consolidamento, sia dei solai che di alcune pareti del piano seminterrato. L’intervento, particolarmente delicato vista la presenza di tre affreschi su tre piani diversi, è stato costantemente seguito dai tecnici della Soprintendenza dei Beni Culturali della Provincia. Nel contempo è iniziata l’opera con ulteriori sondaggi conoscitivi della stratigrafia delle pareti interne, caratterizzata dalla molteplice presenza di parti decorate spesso sovrapposte ed estesa su tutte le pareti ed i soffitti del signorile Palazzo. Anche all’esterno sono apparse tracce di affreschi, come quello sopra il portone d’ingresso che rappresenta uno stemma, o quelli posti sopra il cornicione del sottotetto con punte di lancia e greche.
Arte e cultura da preservare. Molte sono anche le scritte e gli affreschi che riportano il visitatore ad una storia ormai lontana. Da segnalare in particolare, la saletta a nord della casa, che presenta pareti e soffitto tinteggiato colore verde pallido, mentre sul soffitto centrale è presente un affresco ovale (con iscrizione su libro aperto “SINE ME NIHIL” , da GV 15.5 …potestis facere tradotta come “Venite a me, voi che siete affaticati e stanchi ed io vi consolerò e senza di me non potete fare nulla”). Il primo piano, è contraddistinto invece da un affresco su soffitto (con iscrizione su cartiglio dipinto “INTELLECTUM DAT PARVULIS … 1750” ) da Salmo Davidis centesimo ottavo - Bernardino da Siena “Declaratio sermonun quorum INTELLECTUM DAT PARVULIS” tradotto come: “La tua parola nel rilevarsi illumina, dona saggezza ai semplici (bambini). Era probabilmente questa la stanza dove (ancora nel 1772) l’abate don Giuseppe Piazza teneva una piccola scuola (“scoletta privata”) realizzata in cornice a stucco, che definisce una forma rettangolare. Un luogo tutto da scoprire, che tornerà presto alla sua comunità.